La nostra storia

Sulla strada per Castagneto Carducci, a due passi da nobili vigneti e olivi secolari, la Toscana profuma di caffè. Romano e Nicola Marinai, padre e figlio, lavorano alla tostatura. In quei momenti anche cantinieri e frantoiani che frequentano la zona artigianale di Donoratico si abbandonano all’inconfondibile aroma che proviene dalla torrefazione King. Il profumo di caffè ha qualcosa di esotico, è come un incenso che sparge atmosfere tropicali.

Quando, Romano e Nicola, torrefattori di lungo corso, danno il via alla torrefazione inizia il racconto di una storia che nasce nel 1953. E’ la storia di una famiglia, di una passione, di un lavoro che anche in tempi caratterizzati dall’invadenza di un mercato globale e aggressivo, continua ogni giorno a raccontare come sia ancora possibile svolgere una professione mettendo in gioco, mani e genio, cuore e intelletto. “Essere artigiani del caffè significa non demandare processi di lavorazione e valutazioni soggettive a computer e relativi software, ma lavorare a diretto contatto con il caffè, utilizzando i cinque sensi che sono più affidabili di qualsiasi strumento tecnologico”. Sono parole di Romano che racconta il suo lavoro togliendosi il camice bianco dopo una mattinata alla tostatura.

Il marchio King nasce da una costola della Ticos di Livorno quando Romano fonda l’azienda di famiglia con il figlio Nicola. “Siamo a Donoratico dal 1993 e il nostro obiettivo è stato sin dall’inizio quello di rimanere nella dimensione familiare: lavoriamo il prodotto manualmente dalla preparazione delle miscele, alla torrefazione, al confezionamento” spiega Nicola durante la cottura dei grani di caffè. “In una piccola azienda come la nostra le intuizioni e le sperimentazioni sono alla base del prodotto che vive i suoi momenti più appassionanti nel processo di produzione con la messa a punto delle miscele e con la tostatura. Preparare la miscela significa confrontarsi e sentire l’essenza di aromi e profumi che andranno a costituire l’anima del caffè; la tostatura invece mette alla prova la nostra sensibilità in quanto il grado di cottura viene stabilito a occhio osservando l’aspetto dei grani; è un lavoro complesso che richiede molta esperienza”. E’ in questa fase che avvengono importanti cambiamenti dei grani. La cottura avviene con una temperatura 230 c°: i grani perdono peso, si asciugano, aumentano di volume, cambiano colorazione e si scuriscono per la carbonizzazione della cellulosa e la caramellizzazione degli zuccheri; ma soprattutto è il momento in cui si forma il caffeone, una sostanza oleosa che determina aroma e sapore del caffè.

La dimensione familiare e artigianale per quanto non permette di poter crescere in quantità, consente di creare un prodotto finale meno standardizzato e più attento alle richieste dei clienti. Il Caffè King è distribuito localmente e costituisce un’eccellenza del territorio. La materia prima proviene dai tropici ma la lavorazione è il patrimonio culturale di questi luoghi dei quali la famiglia Marinai e il Caffè King sono apprezzati testimoni.

Eduardo De Filippo nella commedia “Questi fantasmi” parlando dal balcone con un ipotetico dirimpettaio “professore” disquisiva della preparazione del caffè come di una delle poesia della vita individuando il punto di cottura e il colore che deve essere di “manto di monaco”. Non è sbagliato dunque pensare che nella Maremma dolce e amara di carducciana memoria, terra di vini, marchesi e cavalli, Nicola e Romano Marinai scrivono quotidianamente poesie di caffè.

 

Il caffè secondo Eduardo de Filippo: guarda il video